La porta di Agartha

Alcune località turistiche sono celebri per la loro storia, tradizioni, bellezze naturali, ma anche per le leggende da cui sono circondate e che fanno parte della loro cultura secolare. Un esempio tipico potrebbe essere quello di Loch Ness, piccolo lago delle Highlands scozzesi nei pressi di Inverness, la cui leggenda vuole che vi si nasconda un vecchio mostro. Anche nel nostro Paese non mancano celebri posti, nei quali, nel corso del tempo, siano sorte storie o leggende affascinanti e che attirano molti curiosi.

Tra le località più interessanti da questo punto di vista, vi è senz’altro Ischia, che è nota a livello internazionale per le bellezze delle sue spiagge e del mare antistante, ma anche per la sua storia e tradizioni plurisecolari. Anche nella splendida isola di Ischia, nel corso dei secoli passati, si è diffusa la leggenda della porta di Agartha. Per chi non la conoscesse, andiamo a scoprire tale storia suggestiva, che parte da uno dei luoghi più belli di questa perla situata nel golfo di Napoli: il Monte Epomeo.

La terra cava di Ischia e Agartha

Tutta la leggenda parte dalla considerazione, erronea, che Ischia sia in realtà un territorio cavo, quindi con un centro sotterraneo del tutto vuoto e, da qui, le storie sulla presenza al suo interno di abitanti mitologici, gli Agarthi, angeli oppure extraterrestri, appartenenti ad una specie di essere viventi maggiormente evoluta e sviluppata rispetto agli umani. Ed il Monte Epomeo nasconderebbe la porta di ingresso ad Agartha, la quale porterebbe energia e favorirebbe la sopravvivenza di questa specie sovrannaturale.

Di questo ipotetico regno di Agartha e della sua porta sul monte ischitano, tra i primi a parlarne fu un religioso tedesco in età medioevale, Corrado di Querfurt, vescovo prima di Hildesheim e successivamente di Wurzburg, servitore del cancelliere Arrigo VI° tra il 1194 ed il 1201. Una volta divenuta legato generale per la Puglia e la Sicilia, nel 1196, il vescovo narrò, in alcune epistole, di essere stato protagonista di un’avventura misteriosa e straordinaria. 

In particolare, il religioso tedesco affermò di essere entrato in un pertugio trovato casualmente su un monte e di avervi scoperto una misteriosa città sotterranea, per poi essere stato costretto a fuggire a causa di guardiani “fatti d’aria”, dotati di spade e frecce. Il vescovo Corrado di Querfurt situò l’anfratto su una montagna dell’isola di Ischia ed in particolare sull’attuale Monte Epomeo

Diversi secoli più tardi, anche Hitler, appassionato di culti esoterici e antiche civiltà dal considerevole livello tecnologico, fece effettuare ricerche in tal senso ad Ischia. I nazisti cercarono il passaggio al regno di Agartha, attraverso il Monte Epomeo, partendo dalla grotta di Mavone. Questa è oggi un anfratto inaccessibile, posto nell’area di Scannella, nei pressi di Forio d’Ischia. Successivamente, le ricerche continuarono nella Grotta del Mago, vicino Ischia Ponte, luogo di antichi culti solari.  

La cavità del Monte Epomeo

Tutte le ricerche effettuate per appurare la cavità della terra sottostante al Monte Epomeo, naturalmente, hanno dato esito negativo. Non esiste pertanto nessuna terra cava ad Ischia e quindi nessuna civiltà sotterranea, né un pertugio che possa collegare in qualche modo quest’ultima con gli esseri umani in superfice. Il celebre e suggestivo monte ischitano è, in realtà, un grande blocco di tufo verde, espulso dagli strati profondi della terra, a causa di una violenta eruzione vulcanica di tipo esplosivo, circa 55.000 anni fa.

Tuttavia, l’isola di Ischia continua ad affascinare i suoi visitatori non solo per le bellezze storiche e naturali che essa offre, ma anche per queste leggende misteriose che la circondano. La celebre porta di Agarthaed il relativo regno, infatti, non è la sola che si racconta da tempi antichissimi sull’isola campana. Altre storie parlano di basi militari o di Ufo nascoste oppure della misteriosa scomparsa di un’armata saracena sul Monte Tabor, nei pressi di Casamicciola.

Per coloro che amano indagare su queste leggende e vogliono verificare di persona, non resta che soggiornare ad Ischia e andare alla ricerca di prove o indizi. Una visita diretta di queste splendide località consente almeno di effettuare passeggiate in ambienti naturali suggestivi e unici al mondo e chissà che, con un po’ di fortuna, non si possa scoprire qualcosa di interessante. 

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